Come assumere Levalys Forza della Natura

Il componente principale di Forza della Natura è l’estratto di lievito, una sostanza di origine naturale che contiene un’elevatissima percentuale di nucleotidi. I nucleotidi, presenti in tutti gli alimenti sia animali che vegetali, svolgono una importante funzione di stimolo su tutte le cellule del corpo, promuovendo così salute e benessere. L’attività del prodotto è quindi FISIOLOGICA e il suo limite è rappresentato dal tempo limitato d’azione: pochissime ore:

Per avere il massimo beneficio dall’integrazione con Forza della Natura è importante un’assunzione frazionata, cioè distribuita nell’arco della giornata in maniera che la funzione di stimolo dei nucleotidi possa durare più a lungo. L’ideale sarebbe sciogliere la dose giornaliera di Forza della Natura in una bottiglia d’acqua (minimo mezzo litro) e bere la soluzione un poco alla volta durante il giorno.

Chi ha impegni di lavoro o preferisce soluzioni più semplici può ugualmente ottenere buoni risultati assumendo l’integratore due o tre volte al giorno in occasione dei pasti.  In ogni caso è sconsigliato assumere in unica soluzione dosi elevate di integratore, non perché questo faccia male (piccoli disturbi intestinali a parte), ma perché si vanificano gli effetti positivi dell’assunzione frazionata. In altre parole, tanto, tutto in una volta, serve a poco. Specialmente chi vuole approfittare dell’effetto anabolico (aumento di massa muscolare) di Forza della Natura deve frazionare dose giornaliere elevate.

Per quanto riguarda il gusto di Forza  della Natura, si è deciso di aggiungere solo un aroma di limone evitando dolcificanti o altri ingredienti che appesantiscono la formula  e possono causare problemi a certe categorie di persone. Chi non lo apprezza così com’è può tranquillamente migliorarne il sapore utilizzando acqua gasata, aggiungendo un cucchiaino di zucchero, oppure sciogliendolo in una bibita (aranciata, limonata, ecc.).

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Gli articoli redatti dallo staff Levalys si avvalgono della supervisione tecnico-scientifica del Prof. Paolo Pezzi.

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